Ultima modifica: 19 Febbraio 2019
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L’EREDITA’ DI UN SOPRAVVISSUTO

L’EREDITA’ DI UN SOPRAVVISSUTO

Anche quest’anno l’I.C. De Amicis Manzoni ha celebrato il Giorno della Memoria, istituito dal Parlamento italiano con la legge n. 211 del 20 luglio 2000.
Sabato 26 gennaio presso il plesso Manzoni, alunni sia della primaria sia della secondaria, docenti e famiglie hanno insieme affrontato una lunga giornata dedicata al ricordo di tutte le vittime dei campi di sterminio nazifascisti. La mattinata è stata caratterizzata da un concerto eseguito dalle classi terze a indirizzo musicale della scuola secondaria con la partecipazione di un coro delle classi quinte della primaria. L’esecuzione di “Hava Nagila”, “Gam gam” e altri brani della tradizione popolare ebraica, insieme alla declamazione di intensi testi poetici e alla visione di un video realizzato dai ragazzi, ha coinvolto emotivamente il numeroso pubblico presente.
Nel pomeriggio l’Istituto Comprensivo ha accolto con grande onore la testimonianza del signor Giovanni Antonicelli, che ha emozionato e commosso tutti i presenti, raccontando la storia di suo padre Angelo, uomo massafrese che ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza del campo di sterminio di Mauthausen da cui è stato tratto in salvo dalle truppe americane il 5 maggio 1945.
Non è stata solo una semplice narrazione quella di Giovanni, ma una ricostruzione storica in cui la vita di un giovane uomo di 24 anni si intrecciava con la grande storia del ‘900, in particolare con la seconda guerra mondiale, con le lotte partigiane al Nord e la Shoah. Dal profilo delineato dal figlio, il pubblico ha così conosciuto Angelo Antonicelli: uomo dedito alla famiglia e al lavoro, dalla personalità piuttosto taciturna. Egli, durante le sue narrazioni, aveva lasciato ai propri figli qualche piccola traccia di ricordi di ex-combattente tra le fila dei Bersaglieri e di partigiano, scegliendo di portare con sé fino alla fine dei suoi giorni, nel silenzio e con pudore, i ricordi della prigionia nel carcere di San Vittore di Milano e infine quelli agghiaccianti e inenarrabili di Mauthausen.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1988, suo figlio Giovanni ha cominciato a cercare notizie, documenti che potessero dare certezza di quegli anni di guerra vissuti dal suo papà, diventando così “erede” di un passato che per scelta civile ha deciso ormai da diversi anni di raccontare ai bambini, ai giovani e agli adulti della nostra comunità. Indescrivibile il silenzio e l’attenzione di tutti i presenti verso il racconto lucido, determinato, generoso di Giovanni, un racconto che lasciava trasparire profonda commozione soprattutto nel parlare agli studenti.
A rendere i ragazzi ancor di più interessati e partecipi emotivamente è stata la dimostrazione di documenti importanti, fonti autentiche che testimoniavano le tappe di Angelo Antonicelli: da bersagliere a “Diavolo Nero” -il suo nome di partigiano in Piemonte nella 78^ brigata Garibaldi- fino alla cattura da parte dei tedeschi e alla conseguente deportazione al campo di Mauthausen in Austria.
Vedere la piastrina recante il numero di matricola appartenuta al nostro Angelo all’interno del campo di sterminio e ascoltare attraverso la voce del figlio quali erano le bestiali regole nel campo austriaco, ha lasciato attoniti i presenti.
Ad accompagnare la narrazione c’erano video, varie fotografie di Angelo e del campo di Mauthausen.
L’attesa per questo evento e il desiderio di conoscere le tante storie di uomini, donne e bambini hanno sollecitato studenti e docenti alla realizzazione di un vero e proprio programma.
Nelle settimane di gennaio, infatti, gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di I grado hanno affrontato questo tema attraverso ricerche, letture di brani antologici, letture di autobiografie di sopravvissuti ai campi di sterminio, visione di film e di documentari. Insieme ai loro insegnanti hanno parlato, discusso e posto tante domande sul perché la Shoah, sul perché la necessità di ricordare la storia, perché gli ebrei, perché i diversi… La riflessione scaturita, non senza riferimenti a un’analisi critica dei tempi che viviamo, ha reso necessario favorire nei nostri studenti opportunità di esternare attraverso la scrittura, l’arte e la musica, sentimenti, valutazioni personali su quanto compreso. E sono stati gli approfondimenti che hanno indotto i ragazzi a entrare col cuore nella storia e a drammatizzare passi scelti tra le autobiografie dei sopravvissuti, come quelle di Primo Levi, Elisa Springer, Liliana Segre e tra le storie di chi non ha avuto la fortuna di sopravvivere come Anna Frank. Sono stati i ragazzi protagonisti ad aprire magistralmente l’evento del 26 pomeriggio e a creare l’atmosfera adeguata all’ascolto e alla riflessione, ponendo in primo piano diversi momenti tragici: la deportazione, lo sgomento di adolescenti come Anna Frank, il destino atroce riservato ai bambini di Terezin, la demolizione dell’uomo e il recupero della dignità nel canto di Ulisse in Primo Levi e, infine, la difficoltà del ritorno dei sopravvissuti a vita normale.
Schindler’s list di J. Williams e La vita è bella di N. Piovani sono i due  intermezzi musicali eseguiti dai docenti di strumento della scuola secondaria come loro personale contributo al ricordo delle vittime della Shoah.
Un’atmosfera raccolta e intima nel ricordo, nonostante molta gente fosse presente e persino in piedi.
A concludere la serata sono  stati gli interventi dell’assessore all’istruzione Maria Rosaria Guglielmi e della prof.ssa Maria Teresa Longo, che hanno sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria per individuare con senso critico le debolezze del nostro presente e costruire un futuro senz’altro  migliore.
Il canto della tradizione popolare ebraica “Hava Nagila” è stato il saluto conclusivo dei ragazzi della scuola secondaria, all’insegna della speranza e della gioia di vivere.

prof.ssa Maria Teresa Longo

 

 




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